"La superiore qualità dei nostri prodotti
si deve alla tradizione secolare,
alla tecnologia più moderna
e all’attenta selezione delle materie prime."
Veleggiando nel mar dei Caraibi, nelle acque della penisola dello Yucatan, nel 1502, Cristoforo Colombo si accosta all’isola di Guanaja. Delle piroghe, con a bordo molti indiani, si dirigono verso la caravella dell’ardito ligure. Arrivati vicino all’ammiraglia, gli indios sorridenti offrono fiori e tanti frutti sconosciuti. A piene mani porgono manciate di una picola fava marrone: "Xocoàtl, xocoàtl!" ripetono con occhi estasiati.
L’Europa sta per scoprire il cacao: Xocoàtl, il Cibo degli Dei, così chiamato dagli Aztechi. In Spagna però nessuno dà molta importanza a quei grossi semi duri, legnosi, senza alcun profumo, anzi, eccessivamente amari e un po’ acidi. Dovranno ancora passare alcuni decenni prima che regnanti e nobili incomincino a consumare il cacao sotto forma di bevanda calda, così amara da dover essere zuccherata, così aspra da dover essere ingentilita da cannella ed altre spezie. Un impasto che oggi nessuno riuscirebbe ad inghiottire e che quasi nulla aveva in comune con il delicato e raffinato cioccolato dei nostri tempi. Il cacao è una pianta equatoriale, alta da 6 a 8 metri, può essere coltivata solamente ed unicamente in tutti quei paesi che si trovano a 20 gradi a nord o a sud dell’equatore, cioè nella fascia calda e umida della terra.